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LA SORELLA DEL SOLE
Coglie lo sguardo mio
Lultimo raggio di sole,
sospeso tra le fronde
di eminenti querce e noci
Letereo infuocato bagna
la pelle di vellutata luce dorata
e le prime, brillanti stelle
risvegliano il gracidio nel sottobosco.
Adagiata su di un letto di petali,
respiro laria densa e umida,
attendendo con inquietante serenità
la discesa del velo notturno
Vorrei rivedere il sole,
unultima volta,
prima di abbandonarmi
alloblio
Bramano le mie membra
di ancor poter ridere
con le foglie ed
i ruscelli ascoltare
Ah quanto già mi mancano
i cinguettii allegri
dei fringuelli e la brezza
fra le chiome delle fanciulle
Desidero poter di nuovo
danzare a piedi scalzi
sullerba nuova e
ricordare le gocce di rugiada.
Ma non cè tempo!
La notte, col suo manto nero,
cala sui miei occhi
ed io attendo
Paziente e rassegnata,
come una libellula impigliata
nella morsa della ragnatela
ed attende linesorabile fine
Si fa peso sul mio pianto,
la rugiada del mattino,
che pende dalle felci debano,
le ciglia mie
Ahimè fratello!
Fratello mio!
Non sono io eterna,
come te
Non posso io raggiungerti
Nellalto Firmamento,
poiché quello non è
il mio posto
No. Non sono un essere del cielo.
Io sono la Vagabonda,
la Madre di gigli e margherite
e la nube nera incombe su di me
Io sono la sorella del Sole
e qui, sulla Terra,
fra le mie povere creature,
il mio viaggio giunge al termine
Un bacio freddo
ed il corpo si fa ghiaccio
Lontano, lululato straziante di un lupo.,..
La mi luce si spegne
Valentina Testa
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LAMABILE ARTE
Tessere una storia avvincente;
intrecciare i fili di luoghi fantastici;
ricamare su ombre
cavalieri coraggiosi e fieri;
incantare il lettore
con la bellezza di dame e fate;
tingere di magia
le anime dei bambini;
far vibrare possenti
limpalpabili ali dei draghi;
accendere braci ormai spente
nei cuori dei remoti sovrani;
udire il clangore delle lame
e gli urli di guerra;
deliziarsi delle melodie di corni e liuti
e danzare sul bianco,
movendo intricati arabeschi di pece
dal significato talvolta profondo
come i fiumi di quaggiù.
Questa, cari amici,
è, e sarà sempre la scrittura,
lunica arte da me conosciuta
per sognare su ali non più larghe né ricche
delle sterminate distese dellanimo,
ma sicuramente amabile da tutti coloro,
uomini ed elfi e folletti e fate e animali,
che rimangano su questo immenso mondo.
Immenso e prezioso.
Valentina Testa
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