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LA SORELLA DEL SOLE

Coglie lo sguardo mio
L’ultimo raggio di sole,
sospeso tra le fronde
di eminenti querce e noci…

L’etereo infuocato bagna
la pelle di vellutata luce dorata
e le prime, brillanti stelle
risvegliano il gracidio nel sottobosco.

Adagiata su di un letto di petali,
respiro l’aria densa e umida,
attendendo con inquietante serenità
la discesa del velo notturno…

Vorrei rivedere il sole,
un’ultima volta,
prima di abbandonarmi
all’oblio…

Bramano le mie membra
di ancor poter ridere
con le foglie ed
i ruscelli ascoltare…

Ah quanto già mi mancano
i cinguettii allegri
dei fringuelli e la brezza
fra le chiome delle fanciulle…

Desidero poter di nuovo
danzare a piedi scalzi
sull’erba nuova e
ricordare le gocce di rugiada.

Ma non c’è tempo!
La notte, col suo manto nero,
cala sui miei occhi
ed io attendo…

Paziente e rassegnata,
come una libellula impigliata
nella morsa della ragnatela
ed attende l’inesorabile fine…

Si fa peso sul mio pianto,
la rugiada del mattino,
che pende dalle felci d’ebano,
le ciglia mie…

Ahimè fratello!
Fratello mio!
Non sono io eterna,
come te…

Non posso io raggiungerti
Nell’alto Firmamento,
poiché quello non è
il mio posto…

No. Non sono un essere del cielo.
Io sono la Vagabonda,
la Madre di gigli e margherite
e la nube nera incombe su di me…

Io sono la sorella del Sole
e qui, sulla Terra,
fra le mie povere creature,
il mio viaggio giunge al termine…

Un bacio freddo
ed il corpo si fa ghiaccio…
Lontano, l’ululato straziante di un lupo.,..
La mi luce si spegne…

Valentina Testa


L’AMABILE ARTE

Tessere una storia avvincente;
intrecciare i fili di luoghi fantastici;
ricamare su ombre
cavalieri coraggiosi e fieri;
incantare il lettore
con la bellezza di dame e fate;
tingere di magia
le anime dei bambini;
far vibrare possenti
l’impalpabili ali dei draghi;
accendere braci ormai spente
nei cuori dei remoti sovrani;
udire il clangore delle lame
e gli urli di guerra;
deliziarsi delle melodie di corni e liuti
e danzare sul bianco,
movendo intricati arabeschi di pece
dal significato talvolta profondo
come i fiumi di quaggiù.
Questa, cari amici,
è, e sarà sempre la scrittura,
l’unica arte da me conosciuta
per sognare su ali non più larghe né ricche
delle sterminate distese dell’animo,
ma sicuramente amabile da tutti coloro,
uomini ed elfi e folletti e fate e animali,
che rimangano su questo immenso mondo.
Immenso e prezioso.

Valentina Testa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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