HOME PAGE
 
La nostra Africa

 

Un viaggio in Africa: una sorpresa, una scoperta, un'emozione, anche se non ti trovi nell'Africa più nera, quella del caldo tropicale e degli scioccanti documentari televisivi.
L'Africa è sempre, comunque, Africa.

Il Senegal è Africa, colorato, accogliente, ritmico, gentile e povero.
Il fiume, (e lo Stato), del Gambia sembrano sottolineare un confine che già la natura aveva tracciato. A nord l'arida distesa pre-desertica e a sud la lussureggiante regione della Casamance, verde distesa di "brousse" (bosco, foresta) interrotta da benedette risaie e gonfia di gustosi frutti.

baobab
fiume

Appunto qui abbiamo trovato La Nostra Africa.
Le lunghe spiagge ancora semideserte, i villaggi di case di fango e capanne sparpagliati casualmente fra il verde e i canali del delta del fiume, ricoperti delle tanto utili mangrovie; il mare sempre arrabbiato e spumeggiante con i suoi rossi tramonti mai perfetti e splendenti fino alla fine.

E poi…la gente.


I bambini dolci e scuri come prelibati cioccolatini.
I ragazzi della spiaggia con i loro "ateliers" di artigianato.
Gli studenti in divisa, a piedi nudi sulle strade roventi.
I bottegai, i maestri senza i libri, le donne con la frutta in testa e un fagottino appena nato sulla schiena.
I vecchi, così miti e lenti.
Per ognuno una storia.
Qui l'Africa diventa la Nostra, grazie ai bambini dell'orfanatrofio di Suor Jolanda ; i ragazzi del "batiment", la storia di June;
le donne della maternità sull'isola di Ourong;
l'onesto "piroguier"; i sogni per il futuro di un bravo ragazzo di spiaggia, ricco solo d'orgoglio e volontà.
Tante, troppe, tutte sono storie di fatica, di dolori, di silenzi, di speranze che sono, e spesso resteranno, solo delle fantasie.
Quanto insufficiente sia il nostro piccolo aiuto non è rilevante, non ci ferma né ci scoraggia, potra' al massimo far brillare una lacrima che, presto, pietosi occhiali da sole nasconderanno.
anziano


Le storie
"I bambini di Suor Jojò"

Suor Jojò (per gli altri Jolanda) "è un mito" come le diciamo noi, una forza della natura che ti porta a dire cose paradossali come "fortunati questi bambini ad avere lei !"
Il suo diploma, conseguito con fatica e "sacrifici africani" a Dakar non le ha impedito di tornare nella sua emarginata regione della Casamance per portare a termine il suo lavoro di religiosa, che, nella fattispecie, significa lavoro di educatrice, di madre, di contadina, di venditrice, di soccorritrice, di cuoca, ecc…ecc…
L'istituto in cui vive con altre 4 consorelle è frutto della solidarietà italiana ed ospita oggi una scuola con circa 250 bambini fino ai 12 anni, un orfanotrofio con 19 bimbi orfani o abbandonati, una scuola di cucito e batik, un rigoglioso orto dove le bustine di sementi arrivate nei bagagli dall'Italia si trasformano in cibo e fonte di reddito per la comunità.
Qui abbiamo conosciuto i bambini di cui si preoccupano gli amici e le persone che hanno accolto la proposta dell'adozione a distanza (paternage) e che ogni anno inviano a suor Jojò la quota di 110 euro per garantire la minima educazione scolastica.

Proprio durante il nostro soggiorno, (genn.2006), in Senegal siamo stati con Suor Jojò presso il nuovissimo (ed unico) sportello bancario di Cap Skirring ad aprire il conto corrente bancario intestato "A.E.D." "Association d'Aide aux Enfants Demunis" - Associazione di Aiuto ai Bambini Bisognosi), dove andranno a confluire tutti i nostri contributi. Suor Jolanda ne attinge ogniqualvolta un caso estremo lo richieda. Lei li definisce "cas sociaux" (casi sociali) e, mettiamola così, come se tutti gli altri non lo fossero…
bè, del resto, gli altri vivono in case di fango col tetto di paglia sulla testa, una ciotola di riso, cipolle, magari un pesce fresco, una maglietta delle più disparate squadre di calcio

suora
del mondo, una famiglia numerosissima intorno…cos'altro di più ?
Con la nostra instancabile accompagnatrice siamo andati a visitare uno per uno, nella scuola, nella loro capanna, in istituto, tutti i 37 bimbi e ragazzi che gia' sono stati "adottati" da altrettante famiglie italiane che permettono loro la frequentazione della scuola.
Fra loro, (tutti da coccolare e incoraggiare) non possiamo dimenticare lo sguardo sempre basso, triste e sfuggente, di June che nei suoi 10 anni di vita ha già sperimentato, oltre alle condizioni alimentari, igieniche e sanitarie africane, anche la presenza di una madre menomata mentale che la nutriva, forse, di manghi e la lasciava a dormire sotto gli alberi come un animale indifeso.

A lei e a tutti gli altri bambini andranno i contributi che, ci auguriamo, riusciremo a raccogliere attraverso questa nostra testimonianza.


"I Ragazzi del batiment"

….E questa e' ancora un'altra storia ………
Mentre ritorniamo dal lungo giro di visita ai bambini delle adozioni a distanza, Suor Jojò fa arrestare il nostro sgangherato taxi con il suo gentilissimo taxista sotto ad una grande sequoia (come ce ne sono molte e bellissime). In uno slargo della strada principale, davanti ad un edificio quasi diroccato, sporco, senza infissi ne' molto altro, se non alcune panche, delle tavole, tende per porte per delimitare gli spazi-notte "arredati" da amache appese qua e là e da striminziti pezzi di gommapiuma per chi preferisce dormire "sul materasso" !!
Questo e' chiamato "il batiment" cioè "il bastimento" anche se l'aspetto e' più' quello di una bagnarola per merci, forse neanche molto sicura.

musicisti

Al nostro arrivo cominciano ad uscirne dei ragazzi (15-18 anni); la nostra amica li conosce quasi tutti : sono di Cabrousse, stabiliti in questo edificio per poter restare a Ziguinchor a studiare. Le loro famiglie riescono in alcuni casi a fornire loro solo del riso, ma loro, i ragazzi, non intendono passare la vita chiedendo soldi ai turisti o vivendo di provvisorietà : sognano di poter terminare gli studi, magari nelle scuole di Dakar.
Ci accolgono e ci mostrano "la loro casa" , il piano di suddivisione dei lavori domestici,… ma ci rendiamo presto conto che raramente questi ragazzi assaggiano un pezzo di carne, spesso nemmeno del pesce.

pesce

Nelle nostre borse abbiamo ancora dei "pacchi dono" che avevamo preparato per i bambini, si tratta di quaderni, penne, gomme, block note, li diamo ai ragazzi che ci ringraziano e guardano come fossimo grandi benefattori.
Decidiamo inoltre che domani torneremo per andare con loro a fare un po' di spesa per la cucina !
Puntualmente il giorno dopo alle 16, sotto la grande sequoia, all'arrivo del solito taxi ci corrono incontro con le panche fra le mani per farci accomodare all'ombra. Uno ad uno,con sorrisi smaglianti ed occhi pieni di sole escono dalla casa ci salutano, c'e' chi arriva dalla scuola, sono quasi tutti qui intorno a noi. In religioso silenzio attendono le nostre parole…con il mio francese scolastico (e datato) faccio da portavoce al nostro gruppo (Franca, Carmela, Luisa, Cristina, Leo) cercando di trasmettere loro l'emozione che ci hanno regalato il giorno prima e le motivazioni per le quali siamo tornati con la voglia di offrire loro il nostro piccolo aiuto.

Poi Suor Jojò "parte in quarta" raccontando loro la sua esperienza di ragazza studente povera, di suora al servizio dei poveri, di senegalese caparbia ed intelligente. Il suo entusiasmo coinvolge anche noi, infonde ottimismo ed energia nei ragazzi. Quando la parola passa a loro siamo tutti grati ai nostri occhiali da sole che pudicamente cercano di nascondere la nostra commozione.

Insieme al responsabile della cucina andiamo a far compere.
50 litri di olio di semi (non meglio identificato)
20 Kg di cipolle
2 Kg di dado alimentare
Queste le esigenze di questi giovani !!!!!!!!!!!!!!
Aggiungiamo 2 sacchetti di caramelle e decidiamo che i soldi avanzati dalla "ricca spesa" li lasceremo ai ragazzi per comprare pesce fresco per tutta la settimana !
Torniamo al batiment: ci stanno aspettando.
In maniera trionfale si caricano sulle spalle latte d'olio e sacchi di cipolle come fossero ricchi tesori ritrovati.
Non sappiamo molto che dire…, che fare…, fotografare e riprendere ci imbarazza mentre riempie sempre più loro di orgoglio ed allegria.
Documentare questo momento però è necessario per poter proporre, quando torneremo a casa, dei piccoli interventi come la tinteggiatura della casa, la posa di un minimo impianto elettrico con qualche lampadina in piu' delle 4 presenti, l'acquisto di alcuni letti, ecc…
E' giunto il momento dei saluti, degli arrivederci ad un altro anno, il nostro taxi riparte……..
……..nella polvere intravediamo gli studenti del batiment che ancora si sbracciano e ringraziano ……
………..50 litri di olio e 20 kg di cipolle !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Lori e Leo

cipolle
peperoncino

via Molini, 28 - Sulzano(BS) - Lago d'Iseo - tel./fax 030.98.51.84 - info@trattoriacacciatore.it